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Prodotti tipici

Prodotti tipici

La ciliegia di Palombara, l'olio Sabina DOP e i sapori del territorio, con i produttori dove trovarli.

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Tradizione

Edicole Votive

Piccole immagini sacre agli incroci, sui muri e nelle campagne: un patrimonio diffuso di devozione popolare che ha dato il nome ai luoghi, censito dallo studioso Enzo Silvi.

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I Longarini di Cretone

La pasta fresca della tradizione di Cretone: spaghettoni spessi di sola acqua e farina, morbidi e compatti.

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I Templari a Palombara: l'ultimo atto del processo (1310)

Il 27 luglio 1310, "in Palatio castri Palumbariae", fu ascoltato l'ultimo imputato del processo italiano ai Templari: la vicenda europea dell'Ordine del Tempio ebbe il suo epilogo peninsulare in una sala del castello di Palombara.

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I prodotti tipici di Palombara

Cerase, olio Sabina DOP, ciammellocco e longarini: il paniere delle specialità palombaresi.

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Il Ciammellocco di Cretone

La ciambella all'anice di Cretone: prima lessata e poi infornata, dà il meglio di sé inzuppata nel vino bianco.

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Il costume tradizionale delle contadine di Palombara Sabina

L'antico abito femminile popolare della Sabina — larga gonna di ruvido saio marrone e bustino attillato allacciato sul davanti — sopravvive nella memoria soprattutto perché una nobildonna, Camilla Savelli Farnese, ne fece il modello per l'abito delle sue monache romane.

Tradizione

Il cunicolo segreto e il monastero estivo

Una galleria sotterranea mai ritrovata che collegherebbe l'abbazia di S. Giovanni in Argentella all'eremo di S. Nicola, e la tradizione dei monaci che d'estate salivano sul Monte Gennaro: tra storia documentata e credenza popolare.

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La Ciliegia di Palombara

Le 'cerase' che hanno reso famoso il paese: dolci, profumate, celebrate ogni giugno da una storica sagra.

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La Perzica di Cretone

Dolce, succosa e profumata, la «perzica» è la pesca che matura sui colli di Cretone, frazione di Palombara Sabina: un frutto d'estate celebrato ogni luglio da una sagra popolare che dura da oltre quarant'anni.

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La cucina tradizionale di Palombara Sabina

Olio verde smeraldo, cerase «del Papa», pizze fritte e polenta sulla spianatora: la tavola contadina di Palombara racconta mille anni di ulivi, vigne e frutteti, tra piatti poveri e feste del gusto.

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La fiera della Madonna della Neve

Ogni 5 agosto, sul colle del convento di San Francesco, si teneva una delle grandi fiere campestri della Sabina: frascate, capanne e un'osteria ricavata nel troncone cavo di un ulivo secolare. Una festa di territorio nata dalla devozione degli antichi commercianti di neve.

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Tradizione

Le Confraternite di Palombara Sabina

SS. Sacramento, Gonfalone, Rosario, San Giuseppe e la Buona Morte «dei Neri»: i sodalizi che per secoli hanno tenuto insieme la vita religiosa e civile del borgo, tra abiti colorati, croci da molti quintali e il primo aiuto ai poveri.

Tradizione

Lo Statuto di Palombara

Il bestemmiatore alla porta della chiesa con la candela in mano, i mostaccioli vietati fuori dalle nozze, l'oste che annacqua il vino, l'obbligo di piantare "un centinaio d'agli": le pagine dello Statuto raccontano la vita quotidiana di Palombara come nessun altro documento.

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Olio extravergine Sabina DOP

L'oro verde della Sabina: uliveti secolari e una delle prime DOP dell'olio d'oliva d'Italia, tutelata da un Consorzio con sede a Palombara.

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Sagra del Ciammellocco e dei Longarini

A inizio settembre Cretone celebra i suoi sapori: degustazioni, lezioni di cucina e il premio al miglior ciammellocco.

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Tre Ore d'Agonia e processione del Cristo morto

Il Venerdì Santo nel borgo: l'altare maggiore trasformato in una «grande montagna» della Passione e il corteo notturno del Cristo morto tra fasci di canne accesi e lampioncini alle finestre.

Tradizione

Un giorno nel castrum

Il forno del signore, l'acquaiolo che arranca su dalla fonte, le case con le scale esterne e il palatium degli Ottaviani costruito a opus saracenum: com'era, davvero, una giornata dentro la rocca di Palombara mille anni fa.

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Tradizione

gli altari mariani di rione nel mese di Maria

La tradizione popolare del mese mariano: in ogni rione del borgo un altarino ornato di verde e fiori con il quadro della Madonna, i canti serali delle donne e, a fine maggio, l'«Altare» a tunnel di lenzuoli e rose.

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Tradizione

il rito dei fuochi nella vigilia dell'Ascensione

Un rito di origine ignota, «qualcosa di pagano»: falò per le strade, un corteo di ragazzi con lumino e, all'imbrunire dell'Ascensione, una candela accesa a ogni finestra per fare compagnia a Gesù.

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la festa del patrono (3 febbraio)

Il giorno del patrono, davanti alla statua del santo in abiti pontificali, il sacerdote incrocia due candele accese sotto il mento dei fedeli e invoca San Biagio contro i mali di gola: un rito antico che a febbraio raccoglie il paese nella sua Collegiata.

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Tradizione

le statuine di Sant'Antonio Abate e San Biagio

Otto statuine estratte a sorte, portate di casa in casa tra spari, musica e cortei: un rito comunitario che a gennaio e febbraio lega il paese ai suoi due santi contadini.