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Le chiese di Stazzano Vecchio

Foto: Albarubescens, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chiesa

Le chiese di Stazzano Vecchio

Nel borgo abbandonato dopo il terremoto del 1901 restano le tracce di tre chiese: Santa Maria Immacolata, San Giovanni Battista con il ciclo di Santa Caterina, e la Madonna del Soccorso.

Stazzano Vecchio è un borgo oggi abbandonato, nato da una fortificazione medievale sulle pendici sabine. Il terremoto del 24 aprile 1901 ne provocò lo spopolamento: la comunità si trasferì a valle, a Stazzano Nuovo, dove sorge l'attuale parrocchiale di San Giovanni Battista. Con il borgo furono lasciate le sue tre chiese, che il ricercatore Antonino Turano ha ricostruito nel dettaglio a partire dalle carte d'archivio e dalla visita pastorale del 1780.

Santa Maria Immacolata, la parrocchiale

La chiesa parrocchiale sorgeva dentro il castello, vicino alla porta del paese. Aveva un'unica navata e tre altari: il maggiore dedicato all'Immacolata Concezione, quello di destra a San Giuseppe — con un dipinto su tela attribuito a un pittore di cognome Bocchi — e un terzo, della famiglia Attili, che custodiva un dipinto della Madonna del Rosario affiancata dai Santi Domenico e Caterina da Siena e dalla figura del «valoroso capitano Don Giovanni d'Austria», in memoria della vittoria cristiana sui turchi a Lepanto (1571). Dietro l'altare si apriva la sagrestia, sormontata da un campanile a vela con due campane sovrapposte; accanto, la casa arcipretale. Era una chiesa di semplice fattura, "povera persino delle solite decorazioni barocche": fondata forse tra XI e XII secolo, fu più volte rimaneggiata e restaurata per l'ultima volta agli inizi dell'Ottocento, riutilizzando le travi della vicina chiesa di San Giovanni Battista, ormai abbandonata. La descrive con precisione l'inventario della visita pastorale del 1780 del cardinale Andrea Corsini, vescovo di Sabina.

(La toponomastica sacra di E. Silvi indicava per la parrocchiale la dedicazione a Maria SS. Assunta; la visita pastorale del 1780 e Turano la dicono invece dell'Immacolata Concezione.)

San Giovanni Battista e il ciclo di Santa Caterina

Poco fuori dall'abitato, a mezza strada verso valle, sorgevano la chiesa e il convento di San Giovanni Battista, di origini antichissime — intorno al X secolo, coeve alla fondazione dell'abbazia di San Giovanni in Argentella. Era un piccolo complesso con chiesa, convento, campanile, stalle con frantoio, cortile e una vasca per raccogliere l'acqua piovana; fu abbandonato già ai primi del Settecento a causa della malaria.

Il suo tesoro erano gli affreschi del Quattrocento che decoravano la chiesa: un ciclo dedicato alla vita e al martirio di Santa Caterina d'Alessandria. Turano avanza l'ipotesi — da prendere con cautela — che potessero essere opera del pittore senese Lorenzo di Pietro detto "il Vecchietta" (1410–1480), attivo a Roma tra il 1460 e il 1464, accostandoli agli affreschi di Santa Caterina nella basilica romana di San Clemente. Furono studiati e documentati da Enzo Silvi in un saggio del 1965. Secondo la tradizione locale gli affreschi vennero poi staccati e messi in salvo, e si conserverebbero oggi nella parrocchiale di San Giovanni Battista a Stazzano Nuovo. (Attribuzione al "Vecchietta" e vicende del distacco: da confermare con studi specialistici.)

La Madonna del Soccorso

La terza chiesa era la piccola chiesa rurale della Madonna del Soccorso, che sorgeva fuori dall'abitato, presso la fonte. Vi si celebrava di rado, e oggi ne restano poche mura: la più defilata e dimenticata delle chiese di Stazzano, ma parte a pieno titolo del suo paesaggio sacro.

--- Fonti: A. Turano, Stazzano in Sabina (Comune di Palombara Sabina, Tecnoprint, 1999); E. Silvi, Affreschi del XV sec. a Stazzano di Palombara (1965) e Toponomastica sacra di Palombara Sabina (1963).

History

Il terremoto del 1901 è lo spartiacque della storia di Stazzano: da quel momento il borgo vecchio viene progressivamente abbandonato e la vita della comunità si sposta a valle. Il distacco degli affreschi nel 1964 rappresenta il tentativo di salvare ciò che restava del patrimonio artistico del borgo.

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Fonti: studi sul borgo abbandonato di Stazzano Vecchio (Palombara Sabina); documentazione sul ciclo di affreschi di Santa Caterina d’Alessandria staccato nel 1964 e ricollocato nella parrocchiale di Stazzano Nuovo.

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