Fra il 1822 e il 1960 l'ala occidentale del castello funge da carcere mandamentale. Nel 1822 la piccola stanza decorata della torre ghibellina — lo studiolo affrescato — viene trasformata in cella carceraria, con una finestrella dotata di inferriata; la ex cappella del carcere diventa in seguito la doccia dei detenuti.
Contesto storico
È in questo periodo che si colloca l'aneddoto dell'imbianchino e degli «angioletti», prima traccia degli affreschi rinascimentali nascosti.
Conseguenze
L'uso carcerario, pur invasivo, contribuì paradossalmente a conservare (sotto strati di calce) parte delle decorazioni.
Curiosità e approfondimenti
La cella ricavata nello studiolo del cardinale conservava, sotto la calce, gli affreschi datati 1514.
Eventi collegati
Fonti
- Franco Pompili, «Il Castello di Palombara Sabina — 1400 anni di storia», p. 16, 57