fine XV – inizio XVI secolo
Gli affreschi: la sala degli Eroi e lo studiolo del cardinale
Nell'appartamento del cardinale, la sala con volta a botte è decorata da diciannove lunette con i ritratti degli «Eroi della Repubblica Romana» (Fabio Massimo, Scipione l'Africano, Marco Marcello, Caio Mario e altri). Già nel 1827 il Guattani ne ammirava «resti di buonissime pitture».
Nello studiolo del cardinale, una piccola stanza della torre, la decorazione mostra musicanti che cantano davanti a un leggìo e un astronomo con compasso davanti a un mappamondo, con formule geometriche: gli affreschi recano la data 1514 sul globo. L'attribuzione va data con prudenza: «cerchia/scuola di Raffaello (per alcuni studiosi Baldassarre Peruzzi)».
Contesto storico
Pompili nel 1990 accosta la sala degli Eroi a «pittori che collaborarono con Raffaello alle stanze vaticane, fra cui Sebastiano del Piombo». Committente Giacomo di Mariano, che amava «le arti quanto le armi».
Personaggi coinvolti
- Giacomo Savelli (committente)
- cerchia di Raffaello / Baldassarre Peruzzi (attribuzione discussa)
Modifiche architettoniche
Nella cappella, nel 1960, si scoprirono tre figure di santi affrescate, mutile per la costruzione di una scala.
Curiosità e approfondimenti
Un imbianchino incaricato di tinteggiare le prigioni, raschiando le pareti, esclamò «Quì scappano gli angioletti!»: fu forse la prima notizia degli affreschi nascosti.
Eventi collegati
Fonti
- Franco Pompili, «Il Castello di Palombara Sabina — 1400 anni di storia», p. 56-58, 64-65
- Franco Pompili, «Palombara Sabina nel Medioevo» (1990), p. 87
- Comune, ICCD