Storia
Camilla Virginia Savelli: da Palombara a Borromini, la nobildonna vestita da contadina
4 luglio 2026 — Autore: Super Admin

Nata nel castello di Palombara nel 1602, fondò a Roma un monastero disegnato dal genio del Borromini. E da fondatrice indossava l'abito delle contadine del suo paese.
Una nascita nel castello
Il 29 maggio 1602 nacque nel castello di Palombara Camilla Virginia Savelli, figlia del duca Giovanni Savelli e di Livia Orsini. Pochi mesi dopo, il 1° settembre, fu battezzata nella collegiata di San Biagio, il fonte battesimale della quale si conserva ancora. Apparteneva a una delle grandi famiglie baronali romane, i Savelli, che per secoli avevano fatto di Palombara la loro "prima terra", il feudo amato più di ogni altro.
La sua vita, però, l'avrebbe portata ben oltre le mura del borgo sabino. Nel 1621 sposò Pier Farnese, duca di Latera. In quello stesso anno, con un atto rogato nel castello di Palombara "in mansione dicta la Galleria", rinunciò alla propria parte di eredità sul ducato in favore degli zii Paolo e Federico. Camilla Virginia lasciava Palombara, ma il legame con il paese natale non si sarebbe mai spezzato.
Il monastero disegnato dal Borromini
Rimasta vedova, Camilla Virginia dedicò gli anni della maturità a un grande progetto religioso. A Roma volle fondare un monastero: quello di Santa Maria dei Sette Dolori, sul Gianicolo. La prima pietra fu posta nel 1646, e per l'edificio la nobildonna si affidò a uno dei più straordinari architetti del Seicento: Francesco Borromini.
È un dettaglio che merita di essere sottolineato, perché intreccia in modo sorprendente tre mondi: un piccolo borgo della Sabina, la grande stagione del barocco romano e il genio di uno dei suoi protagonisti assoluti. La donna nata nella rocca di Palombara commissionò la sua opera più cara al maestro che stava ridisegnando il volto architettonico di Roma. Palombara, Roma e Borromini si trovano così uniti dal filo di una sola biografia.
L'abito delle contadine di Palombara
Ma il tratto più commovente della storia di Camilla Virginia è un altro. Divenuta fondatrice delle Oblate Agostiniane, la duchessa scelse, negli ultimi sei anni della sua vita, di vestire non secondo il rango di una nobildonna, ma secondo il costume delle contadine di Palombara.
Una principessa che aveva dato lavoro a Borromini, imparentata con Savelli, Orsini e Farnese, indossava per scelta l'abito delle donne del popolo del suo paese d'origine. È un gesto di umiltà che dice molto sulla sua fede — e che, insieme, custodisce un affetto tenace per le proprie radici. In quell'abito semplice c'era, in fondo, tutta Palombara.
La riesumazione del 1935
Camilla Virginia Savelli Farnese morì il 15 novembre 1668. La sua vicenda ha però un epilogo inatteso. Nel 1935, quando la salma fu riesumata, apparve quasi incorrotta: si racconta che "nelle mani rimaste incrociate sul petto si possono ancora osservare le vene rilevate e le unghie di tutte le dita si conservano bianche ed integre".
Al di là di ogni interpretazione, resta la figura di una donna che unì due mondi apparentemente lontanissimi. Chi visita oggi Palombara e sale al castello dove Camilla Virginia nacque, o si ferma davanti al fonte di San Biagio dove fu battezzata, tocca il punto di partenza di una storia che arriva fino al Gianicolo e alle architetture del Borromini. Una storia che comincia proprio qui, tra le pietre della rocca sabina.