Monumento
Cameria, la città sabina sul colle di Castiglione
«La più potente città sabina» secondo Varrone, nemica di Roma fino al V secolo a.C.: le ricognizioni di Rodolfo Lanciani del 1907 la collocarono sul colle di Castiglione, ma sulla sua identità gli studiosi discutono ancora.
Prima dei castelli, prima dei Savelli, prima ancora di Roma, sui colli sopra Palombara c'erano le città dei Sabini. Una di esse aveva un nome che le fonti antiche caricano di potenza: Cameria. Non va confusa con il castello medievale di Castiglione, che sorse sullo stesso colle molti secoli più tardi: Cameria è la città sabina antica, un centro che minacciò Roma nelle sue prime, incerte generazioni e che poi scomparve dalla storia, lasciando dietro di sé rovine, toponimi e un lungo dibattito tra eruditi.
È una delle pagine più affascinanti e più discusse dell'archeologia del territorio. Dove sorgeva davvero Cameria? Le ricognizioni del grande archeologo Rodolfo Lanciani, all'inizio del Novecento, puntarono il dito proprio sul colle di Castiglione, sopra Palombara. Ma la questione non è chiusa, e proprio in questa incertezza sta il fascino del racconto.
Cosa sapere
Cameria non è Castiglione medievale. È essenziale non sovrapporre i due piani. Cameria è la città sabina protostorica; Castiglione è il castrum medievale che nacque sullo stesso colle nel pieno Medioevo — strutturato con rocca, borgo e chiesa entro un ampio perimetro di mura con torri, esteso circa 14.500 mq, e già in abbandono tra XIV e XV secolo [Pompili, Medioevo, pp. 15, 25; Il Castello, pp. 28–29]. La cisterna di Castiglione, ancora visibile, è datata da alcuni studiosi al II secolo d.C., segno di una frequentazione romana del sito [Pompili, Il Castello, pp. 19, 24]. È questa sovrapposizione di epoche — sabina, romana, medievale — a rendere il colle un palinsesto archeologico unico.
«Palombara Vecchia»: una tradizione da smentire. La memoria orale chiamava Castiglione «Palombara Vecchia», confondendolo con l'antica città [Pompili, Il Castello, p. 9, nota 3]. Silvi bolla come «infondato» questo appellativo: Castiglione era un castello autonomo, con proprie consuetudini, già distrutto nel 1276, e non va spacciato per la «vecchia Palombara» [Silvi, p. 36]. Il nome antico da restituire al colle, semmai, è quello di Cameria.
Una rilettura recente. Studi archeologici più recenti — in particolare quelli riferiti alla studiosa Stefania Quilici Gigli — hanno proposto di reinterpretare alcune delle strutture in passato attribuite alla città di Cameria come terrazzamenti agricoli per la coltivazione dell'olivo. È una lettura che invita alla prudenza sull'identificazione «monumentale» del sito e che lo collega idealmente ai celebri terrazzamenti «ciclopici» di Monte Gennaro. Va segnalata come ipotesi scientifica in discussione, non come verdetto definitivo.
Esperienza di visita
Cameria non si visita come un parco archeologico: si «legge» sul colle di Castiglione, camminando tra i resti del castrum medievale e immaginando, sotto e attorno ad essi, la città sabina che le fonti antiche hanno reso leggendaria. È una meta per chi ama la storia più che le comodità: un colle panoramico sulle ultime propaggini di Monte Gennaro, a un passo da Palombara, dove il paesaggio agrario di oliveti e terrazzamenti racconta da solo la lunghissima durata del lavoro dell'uomo su queste pendici. Un itinerario ideale abbina Cameria/Castiglione ai terrazzamenti di Monte Gennaro e alle celle dell'Argentella.
Informazioni pratiche
- Dove: sul colle di Castiglione (località indicata anche come Colle Tintillo), sulle pendici di Monte Gennaro sopra Palombara, a circa 1,5 km in linea d'aria dal borgo.
- Cosa aspettarsi: un sito archeologico non musealizzato; ciò che è visibile sono principalmente i resti del castrum medievale di Castiglione. Nessun biglietto né servizi.
- Accessibilità: raggiungibile a piedi; abbigliamento ed equipaggiamento da escursione consigliati. (Percorso e segnaletica: da verificare con il Parco dei Monti Lucretili.)
- Consiglio: affidarsi a una guida o a un'associazione locale aiuta a distinguere le fasi (sabina, romana, medievale) e a evitare le confusioni della tradizione orale.
Curiosità
- Quattromila «deportati» a Roma. Il trasferimento forzato dei camerini a Roma, tramandato da Varrone, è uno dei primi episodi di sinecismo nella leggenda delle origini romane [Pompili, Il Castello, pp. 8–9].
- Un archeologo di fama mondiale sul colle. Rodolfo Lanciani, tra i padri dell'archeologia romana, dedicò a questo angolo di Sabina due ricognizioni nel 1907 [Pompili, Il Castello, p. 9, nota 3].
- Cameria o Aspra? Per Luttazi la città sabina non era qui, ma corrispondeva ad Aspra/Casperia: una delle grandi dispute della storiografia locale [Luttazi, pp. 33, 36].
- «Palombara Vecchia» non esiste. L'appellativo popolare per Castiglione è dichiarato «infondato» dagli studiosi: un piccolo caso di mito da sfatare [Silvi, p. 36].
Storia
Le fonti antiche parlano di Cameria come di una grande protagonista della prima età di Roma. Secondo Varrone, Cameria fu «la più potente città sabina»: i suoi quattromila abitanti furono trasferiti a Roma e la città dichiarata colonia; i Sabini di Cameria continuarono a minacciare l'Urbe fino a circa il 520 a.C. [Pompili, Il Castello, pp. 8–9]. Altre fonti antiche la inseriscono nell'elenco delle città sottomesse dai primi re di Roma, tra le conquiste attribuite alla stagione tra Romolo e Tarquinio Prisco — episodi che la tradizione erudita ha spesso ripetuto e che vanno letti come memoria annalistica più che come cronaca verificabile.
Dove si trovasse quella città è il vero nodo. Le ricognizioni di Rodolfo Lanciani, condotte il 5 marzo e il 27 aprile 1907, confermarono — a giudizio di Pompili — l'esistenza dell'antica città sabina di Cameria sul colle di Castiglione; risultati che rimasero a lungo sconosciuti persino agli storici locali [Pompili, Il Castello, p. 9, nota 3]. Alcune ricostruzioni successive precisano che Lanciani individuò le strutture nella zona di «Colle Tintillo», alle pendici di Castiglione, incrociando i rilievi sul terreno con i testi degli storici antichi.
Su questa localizzazione, però, le fonti non concordano. Già Luttazi identificava Cameria non con Castiglione, ma con Aspra (l'odierna Casperia): nei piani della Fiora, presso Cretone, egli riconosceva una strada antica che «menava ai Camerati, cioè a Cameria, oggi Aspra» [Luttazi, pp. 33, 36]. Altri hanno accostato il nome della stessa Cameria alle origini più remote di Palombara. La contraddizione, come nel migliore stile della ricerca storica, non è mai stata appianata: va raccontata per quello che è, un dibattito aperto.