
Foto: Albarubescens, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Borgo
Porta Stazzano vecchio
L'antico varco d'accesso al borgo-castello di Stazzano Vecchio, incastonato tra il torrione esterno della cinta e la chiesa del paese.
L'ingresso al borgo-castello
Nell'impianto di Stazzano Vecchio, arrampicato su uno sperone calcareo a nord di Palombara, l'accesso all'abitato era regolato da un unico varco fortificato, secondo lo schema tipico del borgo-castello medievale. La porta si apriva nel punto in cui la cinta muraria si stringeva tra il torrione più esterno della fortificazione e la chiesa del borgo, così che chiunque volesse entrare fosse costretto a passare per un solo, sorvegliatissimo passaggio.
Un ingresso così concepito assolveva a un tempo due funzioni: consentire il transito di persone e merci e, insieme, controllare e difendere l'abitato. Era l'assetto che accomunava molti centri fortificati della Sabina, dove l'unica porta rappresentava il vero punto nevralgico della sicurezza collettiva.
La porta rifatta durante la peste
Una lettera del 1744 ci restituisce un momento preciso della sua storia. In quell'anno la porta fu rifatta in occasione di un'epidemia di peste che minacciava la zona: per difendersi dal contagio, di notte veniva chiusa e sorvegliata, e nessuno poteva entrare. A costruirla, su incarico dei priori della comunità, fu il falegname Mario Egidi di Palombara — un dettaglio conservato negli atti d'archivio, che ci ricorda come, in un borgo di poche anime, persino una porta fosse una questione di sopravvivenza collettiva. [A. Turano, Stazzano in Sabina]
Un borgo che si spense lentamente
Stazzano Vecchio fu abbandonato agli inizi del Novecento. Il terremoto del 24 aprile 1901 danneggiò gravemente le case e ne fece crollare quasi del tutto alcune — senza però, come talvolta si racconta, radere al suolo il paese e senza provocare vittime. Il trasferimento della comunità a valle, del resto, era già stato programmato da decenni per ragioni igienico-sanitarie e per la mancanza d'acqua. Con lo spopolamento, anche la porta perse la sua funzione: oggi è una traccia di quel sistema di accesso fortificato che, nel suo periodo di massimo sviluppo, faceva del borgo un piccolo mondo chiuso e protetto.
--- Fonti: A. Turano, Stazzano in Sabina (Tecnoprint, 1999); INGV, revisione 2023.
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Luoghi vicini
MonumentoCastello di Stazzano
Il castello dei Savelli in cima a Stazzano Vecchio: quattro torri, un mastio e un palazzo cinquecentesco, oggi ruderi affacciati su ulivi e ciliegi.
ChiesaLe chiese di Stazzano Vecchio
Nel borgo abbandonato dopo il terremoto del 1901 restano le tracce di tre chiese: Santa Maria Immacolata, San Giovanni Battista con il ciclo di Santa Caterina, e la Madonna del Soccorso.
BorgoBorgo di Stazzano Vecchio
Un paese sospeso nel tempo, dove le case vuote e l'abside diroccata raccontano la notte in cui la terra tremò e Stazzano cambiò per sempre.
