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Chiesa di San Pietro

Chiesa

Chiesa di San Pietro

Forse la più antica chiesa del borgo, un tempo fuori le mura e dal 1795 legata alla Basilica di San Pietro in Vaticano dalle indulgenze pontificie.

Nel cuore del centro storico di Palombara Sabina, nel piccolo borgo che da essa prende nome, si apre una chiesa dall'aspetto raccolto e dalla lunga memoria: la Chiesa di San Pietro. Sull'architrave della sua porta d'ingresso corre ancora un'iscrizione latina che ne racconta il momento di maggior prestigio, quando venne unita alla più celebre delle basiliche cristiane.

Per la tradizione locale è una chiesa antichissima. Lo storico Sperandio la considerava addirittura la più antica di Palombara, e nel Settecento il Piazza la descriveva come una "reliquia della primiera cristianità". Nata come piccola chiesa murata fuori del castello, con l'ampliamento delle difese fu inglobata nell'abitato in corrispondenza di un nuovo accesso, la cosiddetta "Porta Nuova".

È un luogo che invita alla prudenza dello storico più che all'enfasi del cronista: molte cose si sono dette su di essa, non tutte documentate. Proprio in questa tensione tra fama antica e silenzi degli archivi risiede il fascino di San Pietro, una chiesa che ha attraversato assedi, ricostruzioni e cambi di destinazione senza perdere la propria identità devozionale.

Architettura

San Pietro è una chiesa dalle dimensioni contenute, coerenti con la sua origine di piccola cappella murata. L'edificio ha navata unica e misura, secondo le fonti storiche, circa 38 per 26 palmi: una struttura semplice, essenziale, che conserva il carattere di luogo di culto sorto a ridosso delle antiche difese del borgo.

L'elemento architettonico di maggiore identità è la porta d'ingresso, sul cui architrave è murata l'iscrizione dedicatoria: "ECCLESIA AGGREGATA SS. BASILICAE S. PETRI DE URBE ANNO D.NI MDCCXCV". È il segno tangibile e ancora leggibile del legame con la Basilica Vaticana, e da solo racconta la storia più significativa dell'edificio.

Al periodo della Confraternita di San Giuseppe risale il campanile, eretto dalla stessa confraternita, con la campana datata 1776. La collocazione della chiesa, incastonata nel tessuto del borgo presso la Collegiata di San Biagio e in corrispondenza della Porta Nuova, ne fa un tassello prezioso del percorso urbano del centro storico.

Cosa vedere

Tra le opere devozionali legate al patrono si conserva un quadro di San Pietro Penitente attribuito a Giacinto Brandi (nelle fonti locali riportato come "Brando"), pittore del Seicento romano. L'attribuzione è quella tramandata dalle fonti storiche del paese e va accolta con la prudenza dovuta a ogni riferimento non ancora confermato dagli studi critici.

Il vero "monumento parlante" della chiesa resta però l'iscrizione sull'architrave della porta: sostare a leggerla significa toccare con mano il momento in cui questa piccola chiesa di Palombara entrò idealmente nell'orbita della Basilica di San Pietro in Vaticano. Attorno, il borgo di San Pietro conserva l'atmosfera di uno degli angoli più antichi e appartati del centro storico.

Curiosità

  1. La più antica di Palombara? Per lo storico Sperandio San Pietro era la chiesa più antica del paese, e nel 1703 il Piazza la definiva una "reliquia della primiera cristianità". Eppure non figura nel censimento delle chiese del 1343: un enigma che le fonti lasciano volutamente aperto.
  1. Una chiesa "aggregata" alla Basilica Vaticana. Dal 21 marzo 1795 San Pietro è unita alla Basilica di San Pietro in Vaticano: un privilegio, sancito dall'iscrizione ancora visibile sulla porta, che le trasmetteva le indulgenze della bolla "Ad honorandam" di Benedetto XIV.
  1. Abbattuta "in tempo di guerra". Un testamento del 1551 ricorda i 50 scudi lasciati da Giovan Battista Savelli "in ricompensa di aver fatto abbattere in tempo di guerra una chiesuola di San Pietro fuori le mura": traccia rara e concreta delle distruzioni belliche che colpirono Palombara tra Quattro e Cinquecento.
  1. Il rifugio del Santissimo. Nel 1791, dopo che un omicidio aveva profanato la Collegiata di San Biagio, fu proprio a San Pietro che venne temporaneamente trasferito il Santissimo Sacramento.

Informazioni per la visita

  • Ubicazione: la chiesa si trova nel centro storico di Palombara Sabina, nel borgo di San Pietro, presso la Collegiata di San Biagio e in corrispondenza dell'antica Porta Nuova.
  • Accessibilità: trattandosi di un edificio nel cuore del borgo medievale, l'accesso avviene lungo vie strette e in pendenza tipiche del centro storico; scarpe comode consigliate. (Accessibilità per persone con difficoltà motorie: da verificare in loco.)
  • Orari: gli orari di apertura e le modalità di visita vanno confermati con la Parrocchia di San Biagio, che ha la cura pastorale della chiesa. (Da verificare; non pubblicare orari non confermati.)
  • Consiglio: abbinare la visita a quella della vicina Collegiata di San Biagio, chiesa madre del paese, per cogliere il legame storico e topografico tra i due edifici a ridosso delle antiche mura.

Storia

La data di fondazione di San Pietro non è nota. La tradizione la vuole antichissima, ma le fonti impongono una cautela onesta: nonostante la fama di grande antichità, la chiesa non compare nel censimento delle chiese del territorio redatto nel 1343. Gli studi locali non sciolgono il contrasto tra la tradizione che la vuole primissima e questo silenzio documentario, e non è corretto forzare l'una o l'altra ipotesi.

Ciò che le fonti raccontano con maggiore sicurezza è la sua vicenda di età tardomedievale e moderna. Piccola e addossata alle mura esterne, presso la Collegiata di San Biagio, la chiesa fu danneggiata dagli assedi che colpirono Palombara tra Quattro e Cinquecento e rimase per anni abbandonata. Un testamento di Giovan Battista Savelli del 1551 dispone un lascito di 50 scudi "in ricompensa di aver fatto abbattere in tempo di guerra una chiesuola di San Pietro fuori le mura": quel denaro, insieme al lavoro degli abitanti, servì probabilmente a rialzarne i muri.

Ridotta a semplice beneficio, di rendita modesta, San Pietro fu a lungo unita alla cella di San Michele Arcangelo. Nel 1589 il vescovo di Gubbio, monsignor Mariano Savelli, istituì a suo favore un censo di 100 scudi. Fu poi restaurata dalla Confraternita di San Giuseppe, che vi eresse il campanile e vi collocò una campana con iscrizione datata 1776.

Il momento di maggiore prestigio arrivò il 21 marzo 1795, quando la chiesa fu aggregata alla Basilica Vaticana di San Pietro. Quell'aggregazione le assicurava le indulgenze concesse dalla bolla "Ad honorandam" di Benedetto XIV, un privilegio spirituale di grande valore per una piccola chiesa di provincia. Pochi anni prima, nel 1791, dopo che la Collegiata di San Biagio era stata profanata da un omicidio avvenuto al suo interno, il Santissimo Sacramento vi era stato temporaneamente trasferito.

(Fonti: E. Silvi, Toponomastica sacra di Palombara Sabina (1963).)

Linea del tempo

  1. 1551

    Lascito Savelli dopo l'abbattimento della chiesuola fuori le mura in tempo di guerra; i muri vengono poi rialzati.

  2. 1589

    Il vescovo di Gubbio Mariano Savelli istituisce un censo di 100 scudi a favore della chiesa.

  3. 1776

    La Confraternita di San Giuseppe restaura la chiesa, con campanile e campana.

  4. 1791

    Vi è trasferito temporaneamente il Santissimo dopo la profanazione della Collegiata di San Biagio.

  5. 1795

    Il 21 marzo la chiesa è aggregata alla Basilica Vaticana di San Pietro (iscrizione sulla porta).

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