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Monumento

Mulino dell’orto

Il frantoio comunale dell'Orto, costruito di pianta nel primo Ottocento da Gio Batta Tosi con le sue due mole per la molitura delle olive.

Un frantoio del patrimonio comunale

A differenza del mulino della corte signorile, il mulino ad olio dell'Orto appartenne al patrimonio comune di Palombara. Le fonti d'archivio ne indicano con precisione il fondatore: Gio Batta Tosi, amministratore del patrimonio comune dal 1808 al 1832, "fabbricò di pianta il molino ad olio all'Orto" e acquistò gli appezzamenti necessari per condurvi le acque e realizzare le "due mole".

Le due mole e l'Orto

La struttura fu dunque costruita nel primo terzo dell'Ottocento e dotata di due mole per la lavorazione delle olive, una delle risorse più importanti del territorio. Nella stessa area si trovava il "muraglione dell'Orto", il cui crollo nel 1886 è ricordato nelle fonti: in quell'occasione don Giovanni Borghese si fece carico dei danni. Il mulino dell'Orto testimonia così una gestione produttiva legata non più solo al feudo, ma alla comunità e al suo patrimonio.

La posizione sulla mappa è indicativa.