Storia
Luglio 1310: il processo ai Templari si chiude nel castello di Palombara
4 July 2026 — Author: Super Admin

In una sala della rocca sabina si scrisse l'ultima pagina italiana del processo ai Cavalieri del Tempio. Ecco cosa accadde davvero.
Un processo che attraversò l'Italia
All'inizio del Trecento l'Ordine del Tempio — i celebri Templari — era finito sotto accusa in tutta la cristianità. In Italia gli interrogatori si svolsero in molte sedi: Roma, Viterbo, Assisi, Gubbio, L'Aquila, Jenne, Chieti, Albano, Velletri, Segni, Castel Fajola, Tivoli e, infine, Palombara. Il processo era itinerante, seguiva i commissari e i notai di città in città. E fu proprio nel castello di Palombara Sabina che, nel luglio del 1310, si chiuse l'ultima tappa italiana di quell'inchiesta.
Non è un dettaglio da poco: significa che l'imponente rocca che ancora oggi domina il borgo fu, per due giorni, il teatro di uno degli eventi giudiziari più clamorosi del Medioevo europeo.
Cosa accadde nella "Camera Palatii"
Il 27 luglio 1310, "in Palatio castri Palumbariae", venne ascoltato l'ultimo testimone e imputato del processo: Gualtiero di Napoli, un serviens dell'Ordine, cioè un membro non cavaliere. Presiedevano il collegio degli inquisitori il vescovo di Sutri Jacobus e il magister Pandolfo Savelli; accanto a loro sedevano i notai e — dettaglio prezioso per la storia locale — i frati guglielmiti di San Giovanni in Argentella, l'abbazia del territorio palombarese.
Davanti a quel consesso Gualtiero raccontò il rituale d'iniziazione dell'Ordine: il mantello bianco con la croce rossa riservato ai cavalieri, il bacio sulla bocca. E riferì l'episodio più discusso di quelle deposizioni: gli sarebbe stato imposto di rinnegare la croce, ma lui "fece finta di fare, spuntando da un lato". Sono le parole di un uomo che, a distanza di anni, cercava di spiegare cosa fosse davvero avvenuto durante la sua accoglienza tra i Templari.
Il giorno seguente, 28 luglio 1310, "in Palatio Rocche castri Palumbariae", i quattro notai chiusero formalmente gli atti apponendovi i loro *signa tabellionis*, le firme-sigillo dei pubblici scrivani. Con quelle sottoscrizioni il processo itinerante ai Templari si concluse in Italia, proprio nel castello di Palombara. I nunzi che avevano collaborato — Andreas, Gerardus e Fabianus — erano tutti di Palombara e appartenevano alla cerchia di famigli di Pandolfo Savelli.
La sala dei "quattro eventi"
La cosa più suggestiva è il luogo. Il processo si chiuse nella stessa grande sala — quella "del trono" o "di giustizia", la Camera Palatii del castello — che era già stata testimone di altri momenti decisivi della storia locale: la solenne restituzione dei beni all'abbazia dell'Argentella nel 1111, la corte di un antipapa alla fine del XII secolo e la stesura del testamento di papa Onorio IV, il pontefice di casa Savelli, nel 1285.
Un solo ambiente, ancora oggi parte del percorso del castello, racchiude quattro capitoli lontanissimi tra loro: è la ragione per cui viene chiamato la "stanza dei quattro eventi". Camminarci dentro significa attraversare secoli di storia in pochi metri.
Fatti, non leggende
Vale la pena distinguere con nettezza ciò che i documenti attestano da ciò che appartiene alla suggestione. È documentato che il processo ai Templari si chiuse a Palombara il 27-28 luglio 1310, con nomi, ruoli e formule notarili precise. È altrettanto documentato che l'Ordine sarebbe stato sciolto poco dopo, il 22 marzo 1312 — ma senza una condanna formale.
Restano invece sul piano dell'ipotesi le suggestioni che alcuni studiosi hanno avanzato su presunti legami tra i frati guglielmiti dell'Argentella, i Templari e la leggenda del Graal: affascinanti, ma prive di prova documentaria. Il fascino di Palombara, del resto, non ha bisogno di misteri inventati. Basta salire fino alla rocca, entrare nella Camera Palatii e sapere che qui, in un caldo luglio del 1310, si scrisse l'ultima pagina italiana di una delle vicende più celebri del Medioevo.