Audioguida · 6 tappe · ~18 min
Volti di Palombara
Sei personaggi che hanno attraversato la storia: signori, eroi, santi e fuggitivi.
Volti di Palombara
6 tappe · ~18 min · voce narrante
- 1
I Savelli, signori di Palombara
Ritratti · Castello 3′00″Se Palombara ha una dinastia, è quella dei Savelli. Una delle grandi casate baronali di Roma, che per quasi quattro secoli tenne questo borgo come un proprio piccolo regno. I Savelli arrivarono a Palombara alla fine del Duecento, subentrando agli antichi conti Ottaviani. E da qui governarono con piglio da sovrani: battevano moneta simbolica, amministravano la giustizia, imponevano dazi e diritti feudali. Il loro potere si misurava dalla Rocca, che ampliarono e resero inespugnabile. Dalla famiglia uscirono uomini di Chiesa e di spada, un papa e una fondatrice di monasteri. Ma anche loro conobbero il declino: indebitati e indeboliti, nel 1637 furono costretti a vendere Palombara ai Borghese. Finiva così l'epoca dei Savelli, ma la loro impronta è rimasta ovunque, nelle pietre e nei nomi. Nei prossimi ritratti incontrerai alcuni di loro, e chi con loro ebbe a che fare.
- 2
Troilo, l'eroe della Rocca
Ritratti · Castello 3′00″Nel 1497 Palombara visse il suo assedio più celebre. Contro la Rocca si mosse l'esercito degli Orsini: si parla di mille cavalli e tremila fanti. A difenderla c'era Troilo Savelli, ricordato dalla tradizione come l'eroe di Palombara. I difensori si prepararono con ingegno e coraggio. Scavarono una fossa profonda dieci piedi davanti alle mura. Riempirono botti di sassi, pronte a rotolare sugli assalitori. Resistettero colpo su colpo. E quando dodici tra i più arditi assaltatori, mercenari svizzeri e spagnoli, tentarono di forzare le difese, caddero uccisi sotto le mura. La Rocca tenne. Palombara non cadde. Troilo Savelli entrò nella memoria del paese come il simbolo di una comunità che, arroccata sul suo colle, sapeva difendere la propria libertà. È una di quelle storie che rendono vive le pietre di un castello.
- 3
Camilla Virginia Savelli e Borromini
Ritratti · Castello 3′00″Il 29 maggio del 1602, dentro il castello di Palombara, nacque una bambina destinata a lasciare un segno lontano da qui: Camilla Virginia Savelli, figlia unica del duca Giovanni. Cresciuta tra le mura della Rocca, Camilla portò con sé, nella vita adulta, una fede profonda e una volontà ferma. A Roma fondò il monastero delle oblate agostiniane di Santa Maria dei Sette Dolori, e per costruirlo si affidò a uno dei più grandi geni dell'architettura barocca: Francesco Borromini. Pensaci un istante: una donna nata in questo castello di provincia commissionò un'opera a Borromini, l'architetto delle chiese più audaci di Roma. È il filo sottile e sorprendente che lega Palombara al cuore del Barocco romano. Camilla è la prova che, da questo borgo, si poteva arrivare fino al centro del mondo.
- 4
Papa Onorio Quarto, un Savelli sul soglio di Pietro
Ritratti · Castello 3′00″Tra i Savelli ci fu anche un papa. Si chiamava Giacomo Savelli, e nel 1285 fu eletto pontefice con il nome di Onorio Quarto. Il legame con Palombara è scritto nero su bianco. Nel suo testamento del 1279, quando era ancora cardinale, Giacomo Savelli elencava tra i suoi possedimenti proprio Palombara Sabina. Questo borgo, insomma, apparteneva a un uomo che di lì a pochi anni sarebbe salito sul trono di San Pietro. Fu un papa breve, colpito dalla malattia, ma appartenente a quella schiera di pontefici che, tra Duecento e Trecento, uscirono dalle grandi famiglie baronali del Lazio. Sapere che Palombara fu terra di un papa aiuta a capire il peso politico di questo piccolo borgo e della sua dinastia. Il potere dei Savelli passava anche da Roma, e dal Vaticano.
- 5
Benvenuto Cellini, l'artista in fuga
Ritratti · Castello 2′30″Nel 1532 un ospite d'eccezione bussò alle porte del castello di Palombara: Benvenuto Cellini, uno dei più grandi orafi e scultori del Rinascimento, l'uomo che avrebbe fuso il celebre Perseo di Firenze. Cellini era un artista geniale e turbolento, sempre nei guai, spesso in fuga. E fu proprio in una di queste fughe che trovò rifugio qui, tra queste mura. Immagina la scena: l'artista inquieto, braccato, che per qualche tempo si nasconde in questa fortezza di provincia, lontano dai suoi guai romani. È un dettaglio piccolo, quasi un aneddoto, ma è di quelli che accendono l'immaginazione. Per un momento, il castello di Palombara ospitò uno dei protagonisti dell'arte italiana. Le grandi storie, a volte, passano anche dai luoghi più appartati.
- 6
L'antipapa nel castello
Ritratti · Castello 3′00″Chiudiamo la galleria dei ritratti con una storia degna di un romanzo: quella dell'antipapa che si nascose a Palombara. Siamo nel 1179. La Chiesa è lacerata da uno scisma: contro il legittimo papa Alessandro Terzo, i conti della Campagna Romana avevano eletto un antipapa, Lando di Sezze, che prese il nome di Innocenzo Terzo. Braccato, l'antipapa cercò rifugio proprio nel castello di Palombara, allora legato a quelle famiglie ribelli. Ma la sua sorte era segnata. Lo scisma si chiuse in modo quasi cinico: papa Alessandro Terzo acquistò, a caro prezzo, il castello dove l'antipapa era rifugiato. Consegnato, Lando fu catturato e imprigionato. Così, per pochi mesi, questa rocca fu il centro di uno scisma che scuoteva l'intera cristianità. Signori, eroi, sante, un papa e un antipapa: sono i volti che hanno attraversato la storia di Palombara. Grazie per averli incontrati con me.
L'ascolto usa una voce narrante neurale; ogni tappa mostra anche la trascrizione completa, così puoi seguire leggendo. Tutti i contenuti sono tratti e verificati dai volumi di storia di Palombara Sabina.
