Chiesa
Immacolata Concezione — la Madonna in Palazzo (cappella dei Savelli)
La "Madonna in Palazzo": la cappella dei Savelli dentro la rocca, dove devozione e giustizia si intrecciavano nella storia del castello.
Nell'antica rocca dei Savelli, il palazzo baronale che domina Palombara dall'alto del colle, esisteva una cappella gentilizia che gli abitanti chiamavano, nel loro dialetto, "la Madonna 'n Palazzu" — la Madonna in Palazzo. Era l'Oratorio della Santissima Concezione, l'unico luogo del centro urbano che le fonti storiche a stampa documentano come dedicato all'Immacolata. Non una chiesa parrocchiale aperta a tutti, dunque, ma un ambiente privato dei signori del castello, intimamente legato alla loro devozione e alla loro autorità.
Questo piccolo spazio racchiudeva un intreccio raro fra sacro e potere. Vi si custodiva una tela della Vergine, vi si celebrava con grande solennità la festa della Concezione e, insieme, vi si consumava un preciso rito del piccolo Stato feudale: era il solo luogo in cui, per Statuto, il giudice poteva interrogare le donne del paese. Devozione e giustizia sotto lo stesso tetto, dentro le mura della rocca.
Accanto a questo oratorio urbano, il territorio di Palombara conosce anche una parrocchiale dell'Immacolata Concezione a Cretone, frazione a nord del capoluogo, e un'edicola della "Madonna della Concezione o dei Colli" lungo la strada per l'Abbazia dell'Argentella. Sono luoghi diversi, che condividono soltanto la dedicazione mariana: distinguerli è la premessa per non confondere storie e opere che non appartengono allo stesso edificio.
Architettura
La descrizione dell'oratorio, quale ci restituiscono le fonti storiche, è quella di un piccolo ambiente di raffinata cura decorativa.
Le pareti erano affrescate con figure di santi. Questi affreschi furono in seguito imbiancati — "per ignoranza degli affittuari", annota una fonte — e solo in parte riscoperti in epoca successiva, quando gli studiosi locali cominciarono a interessarsene.
L'altare era sormontato da una cornice di marmo bianco ad arco a tutto sesto, ornata di testine di putti alati a bassorilievo, di gusto rinascimentale. Entro questa cornice era collocato un olio su tela con l'Immacolata: la Vergine raffigurata nell'atto di schiacciare il serpente, secondo l'iconografia tradizionale della Concezione.
Il pavimento era uno degli elementi di maggior pregio: mattonelle di cotto smaltato a piccoli riquadri nei colori bianco, giallo oro e azzurro, spartite da una croce. Alcune mattonelle recavano lo stemma dei Savelli, a marcare in modo inequivocabile la proprietà signorile del luogo. Era, insieme, arredo devozionale e affermazione araldica del casato.
Cosa vedere
Ciò che rende unico questo luogo non è la monumentalità — l'oratorio è piccolo — ma la stratificazione di significati che vi convivevano: la tela dell'Immacolata entro la cornice marmorea, il pavimento a stemmi dei Savelli, le tracce degli affreschi dei santi riemersi dall'imbiancatura, l'iscrizione con il nome di Troilo Savelli. Sono i segni tangibili di una cappella che apparteneva ai signori del castello e che, dentro la rocca, teneva insieme la devozione mariana e l'esercizio dell'autorità feudale.
Curiosità
- La "Madonna in Palazzo". Il nome popolare con cui gli abitanti conoscevano l'oratorio — "la Madonna 'n Palazzu" — dice tutto della sua natura: non una chiesa del borgo, ma la Madonna che stava "in Palazzo", cioè dentro la residenza baronale. Un modo affettuoso e insieme preciso di indicare una devozione riservata al cuore del potere.
- Il tribunale delle donne. Lo Statuto di Palombara stabiliva che il giudice potesse interrogare le donne citate in giudizio soltanto in questo oratorio, "e in niun altro luogo". La cappella dell'Immacolata era così, insieme, spazio di preghiera e sede di un rito giudiziario preciso: un caso singolare in cui un luogo sacro assumeva una funzione istituzionale ben definita nel piccolo Stato feudale dei Savelli.
- Gli affreschi nascosti sotto la calce. Le pitture di santi che ornavano le pareti furono coperte da uno strato di imbiancatura e per lungo tempo dimenticate. Solo in epoca più recente cominciarono a essere riscoperte: un destino condiviso da molti affreschi del territorio, celati per incuria e restituiti a fatica alla vista.
- Un secondo mosaico, un'altra "Concezione". Lungo la strada per l'Abbazia dell'Argentella sorge l'edicola della "Madonna della Concezione o dei Colli". Verso il 1957, a pochi metri dopo il bivio, sotto il manto stradale fu scoperto un pavimento romano a mosaico con disegno geometrico, mai asportato e ancora sul posto. È un altro luogo "della Concezione", da non confondere con l'oratorio della rocca.
Informazioni per la visita
L'Oratorio della Santissima Concezione si trova all'interno della rocca dei Savelli (Castello Savelli), nel punto più alto del centro storico di Palombara Sabina. Essendo parte del complesso del castello, la sua visitabilità dipende dalle condizioni di accesso al castello stesso: si consiglia di verificare presso il Comune di Palombara Sabina o l'ufficio turistico locale le eventuali aperture, visite guidate o giornate dedicate.
La parrocchiale dell'Immacolata Concezione di Cretone si trova invece nella frazione di Cretone (Piazza Nazionale, secondo i dati del catalogo diocesano); appartiene alla Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto ed è tuttora officiata. Per orari delle celebrazioni si rimanda ai canali della Diocesi e della parrocchia.
Gli orari non sono qui indicati perché non verificabili in modo puntuale al momento della redazione (si veda "Dati da verificare").
History
L'Oratorio della Santissima Concezione era ricavato all'interno della rocca, il palazzo baronale dei Savelli, la potente famiglia che tenne Palombara per secoli. Le fonti storiche locali — gli studi di Silvi, di Luttazi e di Pompili — concordano nel riconoscere in questa cappella l'unico luogo del centro del paese intitolato all'Immacolata Concezione.
Come probabile fondatore, o comunque come principale benefattore, le fonti indicano Troilo Savelli, il cui nome compare in un'iscrizione ("Troilus Sabellus") entro la cappella, presso la finestra rivolta verso la torre; a lui si deve l'abbellimento dell'oratorio con l'altare e la cornice di marmo. La festa della Concezione vi si celebrava "ab immemorabili" — da tempo immemorabile — con grande solennità: vespri cantati, messa solenne e largo concorso di popolo.
Che l'oratorio fosse un luogo vivo di culto e non una semplice cappella privata lo mostra una nota d'archivio del 1746, che elenca i sacerdoti addetti all'Oratorio con i rispettivi onorari: un cappellano principale e altri dieci sacerdoti retribuiti per messe e vespri. Non un ambiente dimenticato, dunque, ma una cappella officiata con regolarità nel cuore del potere baronale.
(Fonti: R. Luttazi, Dell'Isola Sabina e della Badia di S. Giovanni in Argentella (1924); F. Pompili, Palombara Sabina nel Medioevo (1990); E. Silvi, Toponomastica sacra di Palombara Sabina (1963). approfondimenti web: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD).)
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