Audioguida · 4 tappe · ~14 min
Le Città Fantasma
Stazzano e Castiglione: i borghi abbandonati che il tempo ha fermato.
Le Città Fantasma
4 tappe · ~14 min · voce narrante
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Il fascino delle rovine
Introduzione 2′30″Ci sono luoghi che si visitano, e luoghi che si ascoltano. I dintorni di Palombara custodiscono alcuni tra i borghi abbandonati più suggestivi del Lazio: paesi interi rimasti immobili, con le case vuote una accanto all'altra e le chiese diroccate che puntano ancora verso il cielo come un dito spezzato. Non sono scenografie: sono comunità che se ne sono andate. Chi in una sola notte, per un terremoto; chi lentamente, inghiottito dal bosco. Ma il silenzio, qui, non è vuoto: è pieno di storie. Questo cammino ti porta in tre di questi luoghi sospesi nel tempo. Va' con rispetto e con scarpe comode: si cammina tra pietre che sono state case, tra muri pericolanti e vegetazione fitta. Cominciamo da quello con la storia più commovente: Stazzano, il paese che è morto e poi è rinato.
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Stazzano Nuovo, il paese che rinacque
Stazzano 3′30″Stazzano, oggi, è una tranquilla frazione lungo la strada che scende verso la Tiburtina. Ma è nata da una tragedia. Il 24 aprile del 1901, alle due e dieci del pomeriggio, un terremoto colpì il vecchio borgo di Stazzano, arroccato sul colle poco più in alto. Le case, già fragili, furono rese inabitabili. La comunità non ricostruì lassù: scese a valle, e qui, dove ti trovi, il Comune espropriò i terreni e tirò su un paese nuovo, pietra dopo pietra. A guidare quella rinascita fu un uomo dal destino amaro: l'arciprete Don Luigi D'Antoni. Si indebitò fino alla rovina pur di ricostruire la chiesa del paese, e per questo fu perseguitato dai creditori e persino denunciato. Ma la chiesa la costruì. È la parrocchiale di San Giovanni Battista, e custodisce un tesoro salvato dal borgo abbandonato: un ciclo di affreschi quattrocenteschi dedicati a Santa Caterina d'Alessandria, staccati dalle vecchie mura e messi in salvo qui. Ora saliamo dove tutto era cominciato: il borgo fantasma.
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Stazzano Vecchio, la città che il tempo fermò
Stazzano Vecchio 4′00″Eccoci a Stazzano Vecchio, una delle città fantasma più suggestive del Lazio. Guardati intorno: le due strade principali, le case svuotate una accanto all'altra, l'abside di una chiesa che punta ancora verso il cielo. Qui non vive nessuno da oltre un secolo. In cima resistono le rovine del castello: un tempo aveva quattro torri circolari e un mastio quadrato, arroccato sulla parte più alta. E proprio la sua posizione fu la sua condanna: mentre Palombara e Moricone poggiano su roccia calcarea, Stazzano sorgeva su un terreno sabbioso e argilloso, che amplificò le onde del terremoto del 1901. Il borgo aveva tre chiese: la parrocchiale di Santa Maria Immacolata, dentro il castello; la chiesa e convento di San Giovanni Battista, con il celebre ciclo di Santa Caterina; e la chiesetta rurale della Madonna del Soccorso, presso la fonte. E aveva un'unica porta, l'unico varco del paese, che nel 1744 fu rifatta e sorvegliata giorno e notte per difendersi da un'epidemia di peste. Cammina piano. Qui il tempo si è davvero fermato. La prossima tappa ci porta a un'altra città scomparsa, più antica ancora.
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Castiglione, la città inghiottita dal bosco
Rovine di Castiglione 3′30″L'ultima tappa è per i più curiosi: le rovine di Castiglione, un intero borgo-castello medievale che la vegetazione ha lentamente inghiottito. Chiamata anche Palombara Vecchia, Castiglione sorge su un colle carico di storia. Sotto le rovine medievali si nascondono tracce ben più antiche: una cisterna romana, costruita riutilizzando i resti di una villa romana, con il rivestimento in cocciopesto ancora riconoscibile. Segno che questo luogo era abitato già in epoca romana. Alcuni studiosi hanno perfino cercato qui l'antica città sabina di Cameria, una delle città perdute del Lazio antico, di cui però nessuno conosce con certezza l'ubicazione: un'ipotesi affascinante, da prendere con la prudenza che si deve alle leggende. Con Castiglione si chiude il nostro viaggio tra le città fantasma di Palombara. Tre paesi, tre modi diversi di sparire, e un unico filo che li lega: la memoria di chi non li ha dimenticati. Grazie per aver camminato tra le rovine con me.
L'ascolto usa una voce narrante neurale; ogni tappa mostra anche la trascrizione completa, così puoi seguire leggendo. Tutti i contenuti sono tratti e verificati dai volumi di storia di Palombara Sabina.
